31 Mag 2016
Io, Giovanni e Daniele in Casa di Riposo di Orgiano la festa di Natale.

Ieri sera ho concluso il corso sull’Approccio Capacitante del dott. A. Vigorelli (http://www.formalzheimer.it) tenuto nell’Associazione Malati Alzheimer Ovest Vicentino e ringrazio Antonia e il presidente Giorgio per le intense serate e gli spunti di riflessione.

Tornando a casa in macchina, pensavo al fatto che i nostri cari, malati di demenza così come i bambini ci facciano un grande dono, ci riportino nel presente, nel famoso Qui e Ora, in cui noi adulti ormai non riusciamo più ad immergerci. Un malato di Alzheimer (o altro tipo di demenza) ha, infatti, in comune con i bambini il vivere in un mondo tutto suo.

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20 Dic 2015
Una foto di come mi vedo io, mi piaccio molto vedo me stessa.

Non mi sono mai piaciuti molto i resoconti, il pensare a come è andato un certo anno, a cosa vorrei per l’anno successivo e cose del genere, però mi è venuta voglia di scrivere due righe. Posso, vero? :p
So che in questo periodo tutti tendono a creare questo genere di contenuti, ma per una volta mi aggiungo anche io con le frasi che mi sono rimaste nel cuore e che voglio portare con me il prossimo anno … e che vi lascio 🙂

Un anno sicuramente particolare, iniziato non benissimo, visto che a fine gennaio sono dovuta rientrare con la mia famiglia da Amsterdam, città che ho conosciuto, apprezzato e imparato ad amare e per me non è stato affatto facile, a dire il vero all’inizio ne ho fatto una vera tragedia 😮

Però mi sono ripresa e quello che mi ha aiutato su tutto è stato interiorizzare che Qualsiasi cosa arrivi, è per il mio bene. Vero, anzi verissimo, infatti tornando in Italia ho ritrovato moltissimi affetti, una serenità che non mi aspettavo e la felicità di persone a me care e soprattutto di mio figlio. Non è stato sempre facile, figurarsi, ma mi aiuta spesso pensare che quello che inizialmente ci sembra tremendo ha sempre dei lati positivi, spesso anche importanti, che noi in quel momento non riusciamo a vedere.
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10 Ago 2013

Non scrivo da molto tempo, ma vorrei ugualmente scrivere qui, in quello che considero il mio blog personale, ciò che sento in questo momento. L’argomento è spinoso: essere sé stessi.

Guardo mio figlio nel lettone vicino a me e sento di amarlo da impazzire, è stupendo e mi dico che ne è valsa la pena, i sacrifici dei tre anni appena trascorsi e tutti quelli che verranno in seguito quando sarà più grande sono ampiamente ripagati dalle bellissime emozioni, sentimenti, soddisfazioni che riesce a darmi.

Questo emozioni, più o meno fatte così, sono quelle che quasi ogni madre prova, quando in certi momenti guarda suo figlio ed è semplice scriverlo, riportarlo, dirlo.

Quello che invece molte di noi provano, ma non ci è “permesso” (da noi stesse) dire o pensare o trasferire ad altri (dalla nostra coscienza) è: “ci sono giorni, momenti, attimi in cui lo vorrei strozzare”, perchè la nostra cultura, i filtri sociali non ci permettono di provare queste emozioni negative, ma essere sé stessi vuol dire anche questo.
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